Mostra futurismo al Museo MATR di Rovereto (recensione)

 

Essendo un ingegnere atipico è normale che mi occupi anche di materie umanistiche come la musica, la letteratura e il cinema, tuttavia mai avrei pensato che mi sarei appassionato di arte contemporanea! Forse, come si dice, chi semina raccoglie; e ora sto "raccogliendo" ciò che forse è stato seminato nei 3 mesi che ho frequentato la facoltà di Disegno Industriale (vedi sezione Mylife). Dopo la "Tate modern art" di Londra e il "MUM" di Sao Paulo ecco che trovo proprio in Italia un museo che non ha niente da invidiargli. Con mia sorpresa, il giorno di Natale, mi è stato proposta da mio padre una gita difamiglia. La destinazione era Rovereto più in dettaglio il Museo di arte moderna (MART) al cui interno era presente una mostra sul futurismo. Il museo è opera dell'architetto Mario Botta e ospita al primo piano una mostra temporanea, del grande futurista trentino Fortunato Depero, interamente dedicata alla pubblicità. All'ultimo piano invece si trova la mostra permanente dove è possibile incontrare le "parole in libertà" di Marinetti, Cangiullo e Balla e l'onomalingua dello stesso Depero. Qui, destreggiandosi tra rebus, slogan e enigmi, l'ironia gioca da padrona nelle opere di Fontana e Boetti. Non mancano i riferimenti al Dadaismo e alla Pop Art con la famosa zuppa Campbell di Warhol e tante altre installazioni da urlo. A completare il quadro si trovano anche alcune opere di Kandinskij.