The wall. Mi sono accorto che questo tema è ricorrente nella mia vita. Il muro. A parte l'album dei Pink Floyd che è diventato uno dei miei dischi preferiti grazie alla sua incredibile carica emotiva e creativa e alla coincidenza del viaggio on the road in europa che mi ha portato a vedere con i miei occhi il muro di Berlino (vedi foto), mi sono accorto che in tutti questi anni ho sempre cercato di abbattere un muro: il muro dell'incomunicabilità. Anche la mia scelta di vivere un anno in Brasile è stata dettata da questa necessità. Quando mi trovo di fronte a un muro il mio istinto è distruggerlo o di scavalcarlo per vedere cosa c'è dall'altra parte. Già, l'incomunicabilità, questo grande muro che ognuno si costruisce intorno per proteggersi dai "cattivi" dal male, non confidando nella positività della realtà. Potro' essere tacciato di essere un seguace del vecchio Rosseau ma penso che la natura dell'uomo sia buona, che ci sia un desiderio comune di felicità e di fratellanza. Questo si manifesta chiaramente quando le barriere tra due persone cadono (magari in seguito a un esperienza forte), vengono lasciate da parte tutte le diffidenze e le due persone si sentono in totale comunione e sperimentano questo sentimento di fratellanza universale. Sarò un visionario ma credo veramente che siamo tutti fratelli abbiamo tutti lo stesso desiderio di felicità e verità. E allora mi viene voglia di distruggere tutti questi maledetti muri. Perchè questa maledetta timidezza e ritrosia? perchè continuare a giudicare a priori ciò che non si conosce e non conoscerlo veramente? perchè non mettere in comune con tutti le nostre idee, le nostre esperienze? si anche con un estraneo. Già. Tutte le persone più interessanti che ho incontrato nella mia vita le ho incontrate di passaggio e per caso. Sono stato aperto, e ho trovato l'oro. E allora si, sono incazzato. Sono incazzato con la società che impone falsi idoli, per cui le persone più deboli e influenzabili si lasciano fuorviare e vivono seguendo modelli e obiettivi che non sono i loro. Fa parte tutto di un progetto per ridurre l'uomo a uno schiavo. Attenzione è una schiavitù molto subdola perchè è mascherata da libertà. Se si ascolta il proprio cuore si sente che c'è qualcosa che "stride" qualcosa che non tiene. E' per questo che la gente non si ferma. Non si segue più la bellezza. Non parla neanche più con gli anziani. Un malato diventa scomodo. Ci sono dentro anch'io. Ma io sono in grado di riconoscerla senza veli questa schiavitù, perchè ho conosciuto persone dall'altra parte del mondo che vivevano diversamente. Non mi scandalizzo di pensare che il 95% della gente è pazza e che io sono sano. Sarò un visionario ma continuo a lottare per un mondo più umano. Questo non significa andare in missione in Africa. Ma partire dalle persone che mi circondano e essere semplice. Sembrano tutte frasi fatte ma non le scriverei se non ne fossi convinto veramente. E per diventarne convinto ho dovuto girare il mondo per poi tornare al punto di partenza, la mia città, Rimini. Sempre uguale ma diverso. La mia consapevolezza è cambiata.